Dal mito alla psicoterapia, dalla psicoterapia al mito

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Da qualche anno ormai la SSPIG partecipa, nel mese di giugno, alle Rappresentazioni Classiche al Teatro greco di Siracusa, trasferendo l’intera maratona, il tipico weekend formativo, nella splendida cornice greca offerta dalla città di Archimede.

La letteratura psicologica si è servita sin dai suoi albori dei tanti esempi che la mitologia ha offerto per caratterizzare alcune psicopatologie umane. Edipo, Elettra, Narciso: sono tutti nomi che richiamano subito concetti legati alla psicologia, poiché simboleggiano l’esasperazione di tendenze caratteriali o di vissuti molto comuni, e il mito si offre come semplice nomenclatore per giungere ad una comprensione ben più vasta di essi.

Anche l’Analisi Transazionale ne fa uso in più parti della sua teoria, in particolar modo nella spiegazione dei Copioni (Steward, Joines, 2000). Il Copione “Sempre” ad esempio, tipico di quelle persone che si bloccano nella ripetizione di comportamenti, emozioni e pensieri che si ripetono costantemente senza una via d’uscita. È chiaro il riferimento alla storia di Aracne e al suo sfidare gli dei con la sua abilità per il ricamo, sfida che la condannerà a tessere la sua tela per sempre infatti.

L’appuntamento siracusano vuole rinsaldare il legame tra la profonda necessità di mettere insieme le arti e la psicoterapia, ogni forma di cultura e il sapersi immedesimare, perché nella complessità del proprio ragionare e nella multiforme capacità di pensare ai pazienti sta l’elasticità del terapeuta che vuole comprendere la società e i suoi componenti.

Un ritorno al passato dunque, ma con lo scopo di capire e leggere il presente che di questa storia è ancora profondamente e, a volte tristemente, intriso: negli anni scorsi è stato possibile assistere alle rappresentazioni che hanno parlato del dramma delle migrazioni, del dolore delle assenze, della disperazione della perdita, tematiche sempre attuali e su cui un terapeuta ha da interrogarsi.

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