La Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Interpersonale e di Gruppo, denominata SSPIG, è gestita dall’Associazione ARPI (Associazione di Ricerca in Psicoterapia Interpersonale – www.arpiweb.org).

L’indirizzo scientifico-culturale, cui la Scuola si ispira, trova i suoi fondamenti all’interno della cornice Umanistico-Esistenziale. La visione dell’uomo, della patologia e della cura che ne consegue, influenza profondamente la scelta del modello formativo proposto, e costituisce un punto di attenzione dei docenti della SSPIG, consapevoli della difficile declinazione dei principi filosofici in coerenti prassi metodologiche.

L’obiettivo formativo che guida il nostro modello teorico e didattico è quello di agevolare la nascita, in ogni trainees, di una personale Weltanschauung armonica e compiuta, che sia in grado di rispondere della complessità e delle competenze richieste ad uno psicoterapeuta, chiamato ad operare in contesti diversi, come Istituzioni Sanitarie, Centri di Consulenza Psicologica, Studi Privati e Istituti di Ricerca.

Il nostro gruppo, forte quindi di una lunga tradizione di formazione e sperimentazione, tenendo conto dei recentissimi apporti e degli sviluppi delle neuroscienze e della psicofisiologia, come SSPIG intende sviluppare, all’interno della cornice teorica propria dell’Analisi Transazionale, il filone Interpersonale e di Gruppo, proponendo un milieu che interseca sia le più recenti elaborazioni del filone delle Relazioni Oggettuali sia una visione ed un’attenzione al corpo ed alla relazione mente-corpo.

È per noi significativa l’idea, parafrasando Hegel, che l’Io, oltre a essere il contenuto di una relazione, sia anche l’atto di relazionarsi in sé. Come Gruppo di Docenti, dunque, partiamo dall’ipotesi che un sé umano cosciente si formi grazie ad interazioni di natura sociale e, al contempo, sia stato selezionato nel corso dell’evoluzione principalmente per realizzare gli obiettivi  e per soddisfarne le esigenze di ciascun individuo biologico.

Proprio come evidenziato da J. Bowlby, inoltre, il nostro lavoro e la nostra ricerca considera la presenza, all’interno dell’organismo, di un sistema di attaccamento comportamentale, come un prodotto dell’evoluzione, con la specifica funzione biologica di assicurare la protezione.

La comunicazione tra i soggetti di una relazione, intesa come una tendenza a mantenere la vicinanza o l’accessibilità a qualcuno considerato più forte e saggio, è mirata biologicamente ad uno scopo e rappresenta una parte integrante della natura umana, svolgendo quindi un ruolo vitale per tutta la durata dell’esistenza e rappresentando il trait d’union tra nature and nurture: le strategie di attaccamento del bambino si modificano e si evolvono parallelamente alle strategie di accudimento del genitore, in una continuità di segnali e risposte che, nel corso dello sviluppo, porterà alla formazione di modelli operativi interni da utilizzare, nell’arco della vita, nelle proprie relazioni interpersonali.

Anche la teoria dell’Analisi Transazionale Socio-Cognitiva (P. Scilligo), allineandosi alle acquisizioni più recenti della ricerca scientifica, presuppone che gli schemi di attribuzione di significato si sviluppino attraverso una continua interazione tra l’ambiente e gli schemi rudimentali innati e che, pertanto, l’ambiente abbia profonde influenze nel modellare l’organizzazione cognitiva degli individui, e definisce gli Stati dell’Io dell’Analisi Transazionale non in termini di organi psichici, ma come dimensioni riferite ai processi evoluzionistici interessati all’esistenza, alla sopravvivenza ed al mantenimento della specie.

La nostra attività, che è pure profondamente radicata ed ispirata alla ricerca ed alla pratica clinica, si sta muovendo, per quanto riguarda quest’ultimo punto, nella direzione di continuare ad approfondire una teoria della tecnica che sia sempre al passo con i risultati scientifici. In questo senso vediamo un interessante spunto di riflessione e di lavoro, la relazione mente-corpo. È grande, quindi, l’attenzione ai complessi processi sensoriali, percettivi, emotivi, ed alle connesse modalità di operare su di essi della mente, al fine di avvicinarsi allo straordinario evento che è “l’alba del pensiero” (A.B. Ferrari). Consideriamo lo sviluppo neurologico (del cervello) e lo sviluppo psicologico (della mente) insieme normal and abnormal, consideriamo operanti le stesse leggi di stabilità e cambiamento, nella normalità e nella patologia, affermando, infine, il dato, del possibile cambiamento/trasformazione in ogni fase dello sviluppo.