La formazione che proponiamo
L’indirizzo scientifico-culturale cui la nostra proposta si ispira trova i suoi fondamenti all’interno della cornice Umanistico-Esistenziale, di cui tiene conto rispetto alla visione di fondo, alle scelte epistemologiche ed all’orientamento filosofico.
La SSPIG propone un coerente modello integrato, frutto di un ventennio di lavoro, di studio, di ricerca e approfondimento sul campo, ed è all’avanguardia come paradigma di lettura della complessità dell’uomo, poiché ha anticipato la necessità di integrazione teorica oggi evidente nei paradigmi scientifici a più livelli adottati.
Il nostro modello integrato si focalizza sull’Analisi Transazionale, e con essa intreccia approfondimenti legati alla Teoria Psicodinamica, con particolare attenzione alla lettura dei processi corpo-mente ed alla dimensione di gruppo.

Competenze acquisite
Alle fine del quadriennio, in sintesi, il trainee sarà in grado di:

  • individuare gli Stati dell’Io, le Transazioni, i Giochi, il processo di Copione, le contaminazioni, le impasses, i dialoghi interni, le controingiunzioni e le ingiunzioni, il Triangolo Drammatico, la Matrice di Svalutazione etc.;
  • leggere e descrivere i processi terapeutici in ottica psicodinamica, in particolare secondo l’ipotesi di A. B. Ferrari;
  • lavorare con attenzione al livello corporeo;
  • lavorare con i sogni in modo integrato;
  • riferirsi teoricamente all’AT, , alla Teoria Psicodinamica (Klein, Mahler, Kohut, Kernberg, Winnicott, Bowlby, Bion, Ferrari) ed ai fondamenti della teoria biopsicologica di V. Ruggieri;
  • strutturare interventi psicoterapeutici individuali e di gruppo;
  • conoscere la teoria e le tecniche di base per l’intervento con i bambini, gli adolescenti e le coppie;
  • effettuare una diagnosi psicodinamica secondo una prospettiva integrata e saperla confrontare, laddove necessario, anche con quella psichiatrica del DSM V ;
  •   Pensare e strutturare un piano d’intervento per le diverse patologie psicologiche, tenendo conto della singolarità della persona e del gruppo secondo diverse fasi dell’alleanza, della decontaminazione, della deconfusione e del riapprendimento
  • operare tecnicamente con strategie e tecniche dell’AT (analisi delle transazioni, analisi  dei giochi, uso della tecnica delle sedie, uso delle tecniche immaginative, operazioni berniane, minicopione, triangolo drammatico, lavoro con i sogni etc.), con tecniche corporee e tenendo conto del linguaggio e delle sue diverse forme espressive.

L’Analisi Transazionale: introduzione

Il modello analitico-transazionale nasce a partire dagli studi effettuati, nella seconda metà del Novecento, dal suo fondatore E. Berne (1919 -1970), che muove le sue ipotesi teoriche per poter studiare la personalità secondo direttive che siano utili all’immediata applicazione clinica. Egli si propone di “arrivare ad un metodo efficace di terapia psicodinamica di gruppo” (1961; 1966). Berne crea un sistema di analisi in cui al paziente viene riconosciuto un valore intrinseco (“essere OK”), la capacità di pensare e di prendere decisioni per la propria vita, cambiando quelle disfunzionali (copionali).
L’Io, nella teoria analitico-transazionale rimane il centro della riflessione metapsicologica, e l’AT si pone così nell’area delineata dai primi psicologi dell’Io (Federn), in continuità con la psicologia dell’Io. Berne aderisce implicitamente agli sviluppi che porteranno alla Teoria delle Relazioni Oggettuali e, anticipando molte posizioni attuali di questa teoria e della Psicologia del Sé, passa da una teoria pulsionale ad una motivazionale-interpersonale.
L’Analisi Transazionale è, dunque, come teoria e prassi di intervento, caratterizzata da una ricerca fenomenologica sulla personalità intesa in senso spiccatamente interpersonale.
A partire da questo humus teorico, la SSPIG da’ spazio allo studio del gruppo e delle sue dinamiche, poiché per Berne il gruppo è “il setting naturale dell’Analisi Transazionale”. Nel lavoro didattico i docenti della SSPIG utilizzano il complesso apparato epistemologico e metodologico berniano per comprendere, attraverso il gruppo e lo stare in gruppo degli allievi, i ruoli e le posizioni inconsce alla base delle problematiche individuali (Analisi dei Giochi, delle Transazioni).
L’Analisi Transazionale consente di operare con individui, coppie e gruppi, consente di effettuare consulenze e psicoterapie, di operare in campo educativo e organizzativo.
Nel campo della psicoterapia, la sua teoria e la sua prassi sono applicabili nei Disturbi di Personalità e nel lavoro con pazienti gravi. Ha una teoria evolutiva ed una metodologica strategica e tattica di intervento per il lavoro con bambini ed adolescenti. Il cuore del suo intervento è il lavoro con il gruppo e in gruppo.
Le molte ricerche condotte sull’uso dell’AT, sia a livello nazionale che internazionale, danno risultati che confermano l’efficacia dell’Analisi Transazionale per numerose manifestazioni patologiche.

Confronto tra Analisi Classica e Terapie Psicodinamiche/AT
La decontaminazione può essere sia un punto di arrivo del processo terapeutico, che un passaggio propedeutico per affrontare “l’obiettivo della psicoanalisi ortodossa”, che in AT viene da Berne definito come “dischiudere il copione”: la deconfusione. Vediamo brevemente alcune caratteristiche comuni.

Psicoanalisi Classica Analisi Transazionale e Terapie
Psicodinamiche
Il paziente si sdraia e il terapeuta è seduto dietro di lui. Il terapeuta è neutro. Il terapeuta è in una posizione

di ricezione attiva, ma senza il vis a vis.

L’analisi del Transfert e del controtransfert sono dei punti centrali della cura.

Paziente e terapeuta si siedono uno di fronte all’altro. Il terapeuta è più attivo. La relazione tra il terapeuta ed il paziente è in primo piano, cosa che implica la presenza di fenomeni di transfert e controtransfert. I Giochi sono una manifestazione del transfer. L’aspetto fenomenologico è in primo piano.
Interpretazione delle esperienze “primarie” (per esempio complesso di Edipo). Il Protocollo di Copione può essere considerato un’esperienza primaria. Le interpretazioni, più frequentemente, riguardano le cosiddette “esperienze secondarie”. Sono frequenti i riferimenti alla realtà, la discussione di strategie di problem solving e la promozione di alternative comportamentali.
Analisi a lungo termine.
La terapia di gruppo è considerata un compromesso.
Generalmente è una terapia più breve e può richiedere una sola seduta a settimana. Alcuni terapeuti concordano col paziente il numero delle sedute.
Il trattamento di gruppo viene favorito anche perché è il miglior metodo per promuovere la competenza sociale.
Sedute frequenti Sedute meno frequenti.
È possibile la terapia di gruppo.
È importante scoprire e risperimentare le esperienze significative dell’infanzia per attivare il cambiamento. Ricordare o risperimentare esperienze dell’infanzia è utile. Il terapeuta è attivo nello stimolare i ricordi con domande specifiche, proponendo fantasie guidate o facendo interpretazioni delle storie e favole preferite nell’infanzia dal paziente, per esempio secondo la tecnica di analisi del copione di F. English.