Modello e approccio della scuola

La SSPIG propone un coerente modello integrato, frutto di un ventennio di lavoro, di studio, di ricerca e approfondimento sul campo in linea con il paradigma di lettura che fa della complessità e dell’integrazione la sua cifra.  La SSPIG ha colto la necessità di legare la lettura critica delle determinanti sociali e gli effetti sulla psicopatologia individuale così come Sigmund Freud aveva anticipato quando affermò che la psicologia individuale è in prima istanza anche una psicologia sociale. In questo senso l’analisi delle istituzioni e dei gruppi costituiscono un ramo importante dell’insegnamento nella scuola.

Partendo come eredità dall’Analisi Transazionale, sempre letta, attraversata e declinata nel suo versante più psicodinamico, abbiamo ritenuto opportuno porre al vaglio del tempo i suoi concetti fondanti: Io e Stati dell’Io, relazione, copione, diagnosi, comunicazione. La passione per la clinica, dalla quale ci provengono costantemente dati attraverso il nostro centro clinico “Pio Scilligo”, ci ha “costretti” a rimettere in discussione la nostra prassi accorgendoci che teorie e strumenti d’intervento non erano più in grado d’intercettare e leggere i nuovi sintomi.

Abbiamo avviato pian piano nel tempo un vero e proprio laboratorio teorico-pratico, valorizzando le contaminazioni e le divergenze teoriche, non al fine d’integrare tutto ad ogni costo, ma per estrarre dei principi comuni capaci di orientare la prassi clinica. Questo intenso confronto ci ha consentito di collocare meglio la nostra proposta formativa nell’alveo delle Scuole con Modello Integrato, orientate psicodinamicamente. In questo processo trasformativo, studiamo, approfondiamo e insegniamo, Freud, Klein, Lacan,  Bion, Ferrari e Recalcati nella sua personale proposta, in particolare legata alla clinica dei nuovi sintomi. Rimangono attivi alcuni insegnamenti ispirati dal lavoro di E. Berne.

I concetti guida, territori di senso che attraggono e generano possibilità di avvicinare teorie e concetti, orbitano intorno a questi punti nodali:

  1. L’Io ed il soggetto
  2. L’inconscio
  3. Sintomo, domanda, Transfert
  4. Il paziente come soggetto e non oggetto della cura: il paziente è analizzante
  5. La posizione etica dello psicoterapeuta
  6. La relazione terapeutica: un incontro con l’Altro, un incontro tra due inconsci
  7. Il linguaggio nella cura
  8. La diagnosi differenziale, difese e struttura di personalità
  9. Relazione tra Disagio della civiltà e psicopatologia individuale
  10. La relazione corpo/mente
  11. Gruppo e istituzione

Questi nodi/snodi vengono da noi attraversati ed elaborati mettendo in tensione teorie mai sovrapponibili, ma capaci nelle loro singolarità di generare un flusso creativo e dinamico. L’intento non è dunque quello di ridurre ad Una (teoria) la questione, in modo che tutto sia uniforme e riconducibile a principi e criteri ipostatizzati. La nostra proposta vuole piuttosto articolare le asimmetrie, le  diversità, facendo spazio alla complessità poiché ben consci che non esistano metalinguaggi.

Il dialogo, il confronto e la ricerca così posti in campo, ci consentono di articolare intorno ad essi didattica, analisi personale, applicazione clinica e ricerca, e di delineare il campo in cui operare come Psicoterapeuti Psicodinamici: psicopatologia, diagnosi, direzione della cura e costruzione del caso clinico. 

Competenze acquisite

Alle fine del quadriennio, in somma sintesi, l’allievo saprà:

  • discutere, presentare e argomentare il piano teorico che sostiene il proprio punto di vista nel lavoro clinico con i pazienti seguiti. Quindi riferirsi teoricamente agli autori studiati: Freud, Klein, Lacan, Bion, Ferrari, Recalcati e all’AT come psicoanalisi transazionale.
  • Discutere la differenza tra sintomo e sue funzioni, sintomo nevrotico e psicotico.
  • Proporre una direzione della cura tenendo presente la diagnosi differenziale, avendo una teoria del soggetto e della psicopatologia.
  • Avere conoscenza della psicopatologia in grado di differenziare i sintomi psicologici da quelli psichiatrici.
  • Operare nella relazione con attenzione al livello sensoriale e corporeo.
  • Strutturare interventi psicoterapeutici individuali e di gruppo.
  • Conoscere la teoria e le tecniche di base per l’intervento con i bambini, gli adolescenti e le coppie.